Non sei il tuo referto
Ernia, protrusione, artrosi o degenerazione sono informazioni importanti, ma un’immagine non racconta da sola come ti muovi, cosa riesci a fare e che cosa modifica il tuo dolore.
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Gli esami diagnostici fanno parte del quadro clinico, ma la valutazione considera anche funzione, movimento, attività e risposta della persona.
Il punto che fa male non è sempre tutta la storia
Ogni gesto coinvolge più parti del corpo che collaborano tra loro. Per questo osserviamo non soltanto dove senti dolore, ma anche come il movimento viene organizzato.
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Un gesto semplice può coinvolgere bacino, anche, tronco, ginocchia, caviglie e altre regioni che partecipano in modo coordinato.
Quante possibilità ha ancora il tuo corpo?
Non esiste necessariamente un unico modo corretto di muoversi. Ci interessa capire quali strategie utilizzi e quali alternative hai quando cambiano carico, fatica o attività.
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Avere più strategie disponibili può aiutare ad adattare il movimento alle richieste del compito e alle condizioni del momento.
Non sei fatto soltanto di muscoli e articolazioni
Equilibrio, sensibilità, sistema nervoso, esperienza e contesto partecipano al movimento. Anche una strategia nata per proteggerti può diventare, nel tempo, l’unica che utilizzi.
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Il movimento viene continuamente adattato alle informazioni disponibili, all’ambiente, alla fatica, al compito e alla percezione di sicurezza.